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Dr. Michele de Leo (Foto)
Dr. Michele de Leo
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Tutti pazzi per la chiropratica

E alla Sapienza nasce un corso di formazione per giovani laureati in medicina. Nella capitale almeno un milione di persone sceglie farmaci non convenzionali.

Nella capitale ci sono almeno un milione di persone che si curano con le medicine non convenzionali, dall'omeopatia alla fitoterapia e dalla chiropratica sino all'osteopatia. Si tratta di un fenomeno in costante crescita che ha indotto i medici, riuniti recentemente in un convegno a Terni a chiedere che anche queste medicine non convenzionali fossero di competenza soltanto di laureati in medicina e chirurgia.

Proprio per questo presso la 1° Facoltà di Medicina e Chirurgia della Sapienza, in data 31 ottobre scorso, è stato istituito un "Corso di Alta Formazione in chiropratica e in osteopatia" che è coordinato dal prof. Livio Gallottini. Si tratta almeno apparentemente di una notizia d'estremo interesse dal momento che apre nuove possibilità di lavoro per i giovani laureati in medicina che hanno sempre minori opportunità professionali.

Ne ha dato notizia il dottor Claudio Cortesini presidente degli odontoiatri all'università di Roma il quale ha rilevato l'importanza di queste nuove possibilità che si offrono ai giovani medici che possono iscriversi a questo corso ottenendo un regolare attestato universitario. "Abbiamo sempre seguito - ha detto Cortesini - come ordine di Roma il problema della qualificazione professionale dei giovani e riteniamo che queste nuove opportunità mediche debbano essere seguite con attenzione, anche dagli odontoiatri per le molteplici affinità che esistono tra queste discipline. L'interazione tra chiropratico ed odontoiatra si manifesta sempre con maggiore evidenza per quello che riguarda ad esempio l'occlusione dentale. Inoltre negli Stati Uniti operano sessantamila chiropratici e ventimila dentisti con ottimi risultati professionali. E' stato l'ordine dei medici di Roma ad aprire ai chiropratici e osteopati laureati in medicina ed odontoiatria la possibilità di iscriversi ad appositi registri. E' un primato incontestabile anche se recentemente è stato detto che il primo é stato, l'ordine di Cagliari il quale, però, ha aperto le iscrizioni da poco, mentre all'Ordine di Roma le iscrizioni sono state aperte da alcuni anni".

Naturalmente occorre anche ascoltare il rovescio della medaglia vale a dire i chiropratici i quali non superano sicuramente in tutta la regione, i venti professionisti. Si tratta di una medicina chiaramente d'elite con grandi possibilità terapeutiche, per il vasto settore del cosiddetto "mal di schiena".

I più qualificati ed esperti ci ricordano che sono chiropratici a tutti gli effetti soltanto coloro che hanno sostenuto un regolare corso universitario all'Estero (in Italia questa medicina è del tutto assente nelle università) spesso in America o nelle poche nazioni europee che hanno organizzato corsi di laurea. Per diventare chiropratici occorre sostenere una serie d'esami per un complesso di cinquemila ore d'insegnamento effettivo. Non è possibile insomma "saltare" le lezioni. "Siamo consapevoli della nostra capacità professionale, ma non intendiamo usurpare la professione d'altre categorie - sottolinea Eddy Pelissier, presidente dell'Associazione italiana chiropratici - In tutta Europa la nostra professione è regolarmente riconosciuta dall'UE, secondo criteri regolarmente adottati da tutti. Proprio per questo non crediamo nella maniera più assoluta che basti un corso universitario dopo la laurea in medicina per completare in maniera seria la nostra preparazione. Ma c'è di più. Gli "abusivi", facilitati dalla mancanza di una legge aumentano a dismisura. In varie sedi, tipo una fantomatica università di Clayton con sede a San Marino, sono rilasciati attestati di frequenza a corsi di chiropratica che si svolgono durante qualche fine settimana. Non è assolutamente onesto nei confronti dei pazienti i quali hanno diritto ad un trattamento adeguato e non devono essere ingannati da questi pseudo - chiropratici i quali, se combinano qualche guaio infangano il buon nome della nostra professione".

Calzolari Giancarlo