Il Giornale
Un tocco di mani e il mal di schiena scompare
Massaggi e manipolazioni, se praticati da esperti, alleviano il dolore in 9 casi su 10
Chiropratica e osteopatia hanno un obiettivo comune ed è la ricerca
delle cause nascoste delle malattie osteoarticolari. Mal di schiena, torcicollo,
sciatalgie possono essere la spia di un’alterazione della postura o di
un imperfetto allineamento della colonna vertebrale. Sono medicine dolci con
una visione olistica, cioè totale della persona, un po’ come l’omeopatia:
prestano attenzione a tutto l’organismo nel suo insieme. E con tecniche
diverse, ma sempre non invasive, curano attraverso terapie manuali. Lo scopo
è cercare e raddrizzare quegli squilibri che possono compromettere la
mobilità di schiena, collo e bacino.
LA CHIROPRATICA
Dal greco chèir (mano) e praxis (azione) significa letteralmente pratica
manuale. Secondo l’Associazione americana di chiropratica garantisce guarigioni
o miglioramenti nel 90% di casi di disturbi della schiena, vertigini, discopatie
e borsiti. Introdotta nel 1895 da Daniel David Palmer, un droghiere autodidatta
del Mid-West americano, che per caso intuì quanto potesse essere importante
l’aggiustamento vertebrale per la salute dei suoi compaesani. Palmer sviluppò
la teoria secondo la quale uno spostamento anche lieve di una vertebra della
colonna vertebrale può provocare interferenze neurologiche e compromettere,
a poco a poco, la salute dell’intero organismo umano. Dall’intuizione
iniziale alla fondazione della “Palmer school of Chiropractic”,
la disciplina ha avuto un rapido successo nonostante l’ostilità
di gran parte della medicina tradizionale. Un successo che ne fa oggi in USA,
Canada, Australia, Inghilterra e Svizzera la terza professione sanitaria, legalmente
riconosciuta dopo medicina e odontoiatria. La chiropratica si basa sul concetto
che molti disturbi derivano da alterazioni della colonna vertebrale, le quali
si ripercuotono sul sistema nervoso. Quando la colonna perde l’equilibrio
e l’allineamento naturali, il midollo spinale, il cervello e i nervi spinali
vengono sottoposti a tensioni che sono causa di disfunzioni. Basti pensare al
caso di una vertebra bloccata che provoca prima un’irritazione locale
che si trasforma nel tempo in un’infiammazione che tende a diffondersi
e dalla quale i muscoli si proteggono contraendosi. L’intervento del terapeuta
punta a eliminare la tensione che si è venuta a creare sui nervi spinali
permettendo un recupero di efficienza.
L’OSTEOPATIA
Anche questa tecnica è nata negli Stati Uniti più di un secolo
fa. La parola significa malattia dell’osso e difatti questa disciplina
si occupa dell’apparato locomotore visto come insieme di muscoli e ossa,
con gli stessi obiettivi della chiropratica, cioè ristabilire la funzionalità
della colonna vertebrale e dei fasci connettivali. Tanto il chiropratico, quanto
l’osteopata intervengono con delle manipolazioni ed è proprio qui,
però, che le loro strade si dividono. Il primo ricorre a una tecnica
fatta di rapidi aggiustamenti a cui le articolazioni rispondono con veri e propri
crac: il rumore è fastidioso, ma non si prova alcun dolore. La tecnica
è definita ad alta velocità e bassa ampiezza. L’osteopata,
invece, usa prevalentemente tecniche dolci: le manipolazioni al capo, al collo
ed alla schiena sono molto delicate ed ogni seduta è piuttosto lunga
(da mezz’ora a un’ora), mentre il trattamento chiropratico è
istantaneo (in genere bastano pochi minuti per riportare le articolazioni al
loro posto).
LE MANIPOLAZIONI
Sono indicate in tutte le forme dolorose della colonna: mal di collo e di testa,
dorsalgia, lombalgia, sciatalgia. Possono essere utili anche per curare vertigini,
ronzii e nausea quando questi disturbi sono causati da alterazioni delle vertebre
cervicali. Vanno assolutamente evitate, invece, in caso di osteoporosi grave
perché c’è il rischio che il trattamento provochi micro-fratture;
in presenza di ernie discali espulse, quando, cioè, l’anello del
disco è rotto e il liquido fuoriesce; e nei casi di reumatismo articolare
acuto, affezioni articolari infettive e metaboliche, artrite reumatoide. Proprio
perché la maggior parte delle manipolazioni riguarda la colonna vertebrale,
è essenziale affidarsi a mani esperte e, come in altre branche della
medicina dove il mezzo terapeutico è rappresentato dalle mani, molto
dipende dall’abilità dell’operatore, dalla sua esperienza
e precisione. E la laurea in medicina non è una garanzia. Molti errori
sono commessi da camici bianchi che, dopo aver seguito un paio di seminari,
si mettono a fare i manipolatori. In assenza di una legge che regola queste
professioni in Italia, è necessario fare delle verifiche in prima persona.
Per quanto riguarda l’osteopata, negli Usa esiste un corso di laurea in
medicina e solo dopo quattro anni si ottiene il titolo di Do, Doctor of Osteopathy.
In Europa la professione è legalmente riconosciuta in Belgio e in Gran
Bretagna. Negli altri Paesi, compresa l’Italia, lo è solo di fatto.
Si può diventare osteopati seguendo due strade: se si è già
in possesso di un’istruzione universitaria in materie biomediche (medicina,
biologia, scienze motorie, fisioterapia), si può frequentare una delle
scuola a tempo parziale che durano sei anni e prevedono sei incontri di quattro
giorni ogni anno. Altrimenti ci si può iscrivere in una delle scuole
a tempo pieno i cui corsi durano cinque anni. Le scuole che danno la garanzia
di abilitare alla professione devono essere riconosciute dal Registro Osteopati
Italiano (ROI), l’organo di riferimento legittimato dal Consiglio Nazionale
dell’Economia e del Lavoro (CNEL). Per verificare che l’osteopata
abbia un titolo valido, basta consultare il sito del ROI: www.roi.it. Per diventare
chiropratici ed avere il titolo di Dc, Doctor in Chiropractic, è necessario
laurearsi in un college americano oppure aver frequentato una scuola riconosciuta
dall’Organismo Mondiale sulla Chiropratica, World Federation of Chiropactic
(WFC) o dall’ente europeo, European Council of Chiropractic Education
(ECCE). La formazione dura quattro anni, a cui seguono due o tre anni di specializzazione
(ortopedia, pediatria, riabilitazione, medicina sportiva). I Dc sono riuniti
nell’ Associazione Italiana Chiopratici (AIC) e per verificare che il
terapeuta abbia i titoli per esercitare la professione si può controllare
sul sito dell’ AIC: www.chiropratica.com. Ad ogni buon conto, valgono
sempre i consigli di Jean Pierre Meersseman, considerato, non solo in Italia,
il mago della chiropratica. Prima di tutto è necessario controllare che
il terapeuta faccia parte dell’AIC, quindi occorre diffidare delle apparenze:
è impossibile accorgersi se è bravo dall’approccio che ha
con il paziente. Meglio poi verificare se ha avuto ed ha molti pazienti, infine
è opportuno controllare da quanti anni esercita la professione. Anche
se non è tutto, l’esperienza è sicuramente importante.
Monica Marcenaro