Corriere Lavoro
La nostra professione? Mettervi le mani addosso
CHIROPRATICA - Un mestiere in crescita e nell'occhio del ciclone
Un mondo piccolo, ma sta crescendo. Le persone che da loro sono disposte a "farsi
mettere le mani addosso", in compenso, sono quasi un esercito. Secondo i
dati forniti dall'A.I.C., l'Associazione nata nel 1974 per tutelare i pazienti
e rappresentare i manipolatori doc, sono quasi 2 milioni gli italiani in cura
dai medici chiropratici. Che invece, dal canto loro, superano di poco le 250 unità:
una trentina italiani, tutti gli altri stranieri.
"A differenza di molti Paesi europei, in Italia la chiropratica viene ancora
considerata una medicina alternativa - spiega il Presidente dell'A.I.C., Eddy
Pellissier - . Non esiste una normativa che regoli la professione: la proposta
di legge è ferma dal giugno 1991, ma adesso ha buone possibilità
di andare avanti, caldeggiata da alcuni parlamentari, tra cui il presidente della
commissione Sanità in Senato, Antonio Tomassini". In attesa della
legge, e nel mezzo delle polemiche di questi giorni sulla medicina non convenzionale,
vediamo di chiarire che cos'è questa pratica. "E' nata nel 1895 a
Davenport (Stati Uniti) e si basa su un principio molto semplice - continua Pellissier,
valdostano, laurea in Canada e studio di chiropratica a Genova - il corretto funzionamento
della spina dorsale è essenziale per il benessere dell'organismo. Qualunque
disturbo o alterazione della posizione delle vertebre, possono provocare la compressione
dei nervi con dolori più o meno acuti. Manipolandole in maniera adeguata
con famosi cloc (il rumore delle vertebre che schioccano), è possibile
riportare la colonna nella posizione corretta, restituendole una mobilità
naturale e alleviando (o risolvendo) i disturbi del paziente. Il dolore alla schiena
è il caso più frequente, ma la chiropratica si offre come rimedio
anche per altri problemi: mal di collo, mal di testa, traumi sportivi, problemi
di organi specifici come il mal di stomaco…".
Per diventare dottori in chiropratica il percorso obbligato, per il momento, è
quello di iscriversi a un'università straniera. Anche perché i corsi
brevi di formazione tenuti in Italia da alcune associazioni, non offrono la stessa
garanzia e affidabilità di un percorso universitario.
Se l'iter scolastico non è dei più semplici, una laurea in chiropratica
è comunque un ottimo investimento sul futuro. Negli Stati Uniti, dove esiste
da più di un secolo, oggi è la terza professione medica in ordine
di importanza e numero di pazienti, "battuta" solo da medico-chirurghi
e dentisti.
Per garantire l'omogeneità e il livello di qualità, in Europa è
stato fondato un organismo, l'European Chiropractic Union, che fa capo alla World
Federation of Chiropractic, la federazione riconosciuta dal Dipartimento all'Educazione
americano, al quale si adeguano i collegi e le associazioni di tutto il mondo
(compresa l'A.I.C.). E il ruolo di dottore in chiropratica è attualmente
riconosciuto dal sistema sanitario nazionale negli USA, in Canada, in Australia,
nel Regno Unito, in Danimarca, Svizzera, Norvegia, Svezia, Nuova Zelanda, Sud
Africa. E in Italia? Da noi esistono centri convenzionati dove la chiropratica
viene intesa come manipolazione e costa quanto un normale ticket. Nello studio
privato di un chiropratico, si spendono invece dai 40 agli 80 euro a trattamento.
Che è velocissimo: in media 5/10 minuti.
ELENA LURAGHI