Mani di un chiropratico (Foto)

Dr. Michele de Leo (Foto)
Dr. Michele de Leo
Doctor of Chiropractic
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La nostra professione? Mettervi le mani addosso

CHIROPRATICA - Un mestiere in crescita e nell'occhio del ciclone

Un mondo piccolo, ma sta crescendo. Le persone che da loro sono disposte a "farsi mettere le mani addosso", in compenso, sono quasi un esercito. Secondo i dati forniti dall'A.I.C., l'Associazione nata nel 1974 per tutelare i pazienti e rappresentare i manipolatori doc, sono quasi 2 milioni gli italiani in cura dai medici chiropratici. Che invece, dal canto loro, superano di poco le 250 unità: una trentina italiani, tutti gli altri stranieri.

"A differenza di molti Paesi europei, in Italia la chiropratica viene ancora considerata una medicina alternativa - spiega il Presidente dell'A.I.C., Eddy Pellissier - . Non esiste una normativa che regoli la professione: la proposta di legge è ferma dal giugno 1991, ma adesso ha buone possibilità di andare avanti, caldeggiata da alcuni parlamentari, tra cui il presidente della commissione Sanità in Senato, Antonio Tomassini". In attesa della legge, e nel mezzo delle polemiche di questi giorni sulla medicina non convenzionale, vediamo di chiarire che cos'è questa pratica. "E' nata nel 1895 a Davenport (Stati Uniti) e si basa su un principio molto semplice - continua Pellissier, valdostano, laurea in Canada e studio di chiropratica a Genova - il corretto funzionamento della spina dorsale è essenziale per il benessere dell'organismo. Qualunque disturbo o alterazione della posizione delle vertebre, possono provocare la compressione dei nervi con dolori più o meno acuti. Manipolandole in maniera adeguata con famosi cloc (il rumore delle vertebre che schioccano), è possibile riportare la colonna nella posizione corretta, restituendole una mobilità naturale e alleviando (o risolvendo) i disturbi del paziente. Il dolore alla schiena è il caso più frequente, ma la chiropratica si offre come rimedio anche per altri problemi: mal di collo, mal di testa, traumi sportivi, problemi di organi specifici come il mal di stomaco…".

Per diventare dottori in chiropratica il percorso obbligato, per il momento, è quello di iscriversi a un'università straniera. Anche perché i corsi brevi di formazione tenuti in Italia da alcune associazioni, non offrono la stessa garanzia e affidabilità di un percorso universitario.

Se l'iter scolastico non è dei più semplici, una laurea in chiropratica è comunque un ottimo investimento sul futuro. Negli Stati Uniti, dove esiste da più di un secolo, oggi è la terza professione medica in ordine di importanza e numero di pazienti, "battuta" solo da medico-chirurghi e dentisti.

Per garantire l'omogeneità e il livello di qualità, in Europa è stato fondato un organismo, l'European Chiropractic Union, che fa capo alla World Federation of Chiropractic, la federazione riconosciuta dal Dipartimento all'Educazione americano, al quale si adeguano i collegi e le associazioni di tutto il mondo (compresa l'A.I.C.). E il ruolo di dottore in chiropratica è attualmente riconosciuto dal sistema sanitario nazionale negli USA, in Canada, in Australia, nel Regno Unito, in Danimarca, Svizzera, Norvegia, Svezia, Nuova Zelanda, Sud Africa. E in Italia? Da noi esistono centri convenzionati dove la chiropratica viene intesa come manipolazione e costa quanto un normale ticket. Nello studio privato di un chiropratico, si spendono invece dai 40 agli 80 euro a trattamento. Che è velocissimo: in media 5/10 minuti.

ELENA LURAGHI