Mani di un chiropratico (Foto)

Dr. Michele de Leo (Foto)
Dr. Michele de Leo
Doctor of Chiropractic
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Chiropratica - Il potere curativo delle manipolazioni per ritrovare l'equilibrio psico-fisico

Una tecnica che puß³cacciare il mal di schiena, di testa e i dolori della muscolatura

MILANO - Non opera, non prescrive medicine, usa soltanto le mani. E con quelle interviene sui traumi alla spina dorsale, tiene a bada il mal di schiena, allevia mal di testa, artriti, dolori muscolari. Può aiutare lo sportivo a ritrovare la giusta forma e l'anziano ad alleviare l'osteoporosi.
Il chiropratico è un medico a tutto tondo che, attraverso un approccio globale ai problemi del paziente, stimola l'organismo a ritrovare l'equilibrio psico-fisico. «A differenza delle medicina tradizionale, che interviene sui sintomi, la chiropratica cura il malato, non la malattia, attraverso un metodo olistico che spinge il corpo a guarire da solo», spiega Simona Pasquetto, chiropratica, intervenuta, a Milano, a un recente dibattito sull'argomento.
Attraverso la manipolazione, la correzione manuale della colonna vertebrale, si cerca di rimuovere la sublussazione, il fattore di disturbo, che compromette l'equilibrio corporeo.
«La tecnica sfrutta lo stretto legame che esiste tra l'apparato muscolo-scheletrico e il sistema nervoso - fa eco Daniele Bertamini, presidente della Federazione internazionale chiropratica sportiva -. La riattivazione del primo ha immediate ricadute benefiche sul secondo e sul ripristino dell'armonia mentale». La disciplina sfrutta il potere curativo della manipolazione, che va dal semplice sfioramento alla pressione più energica, eseguita sempre in maniera mirata e secondo uno schema preciso. «L'attività del chiropratico non si limita al trattamento della colonna vertebrale - dice John Williams, presidente dell'Associazione italiana chiropratici -. Il professionista è anche in grado di dare consigli su alimentazione, abitudini, stili di vita, posture assunte nei luoghi di lavoro. La nostra, infatti, è una tecnica diagnostica e curativa, utile al tempo stesso per prevenire i problemi».
Dalla palpazione del corpo, possono così scaturire benefici per chi soffre di sciatalgie, lombalgie, disturbi alle articolazioni, ma anche per problemi apparentemente non legati al sistema muscolo-scheletrico, come mal di testa e difficoltà intestinali. Secondo gli esperti, le sedute di chiropratica non sono controindicate nemmeno in gravidanza, nei primi giorni di vita e in età avanzata.

BASTA UNA TELEFONATA
Occhio agli imbroglioni
Dall 'Associazione l'elenco degli esperti doc
MILANO - «La chiropratica funziona, ma solo se praticata da professionisti. In Italia, purtroppo, manca una normativa in materia e questo agevola ciarlatani e mestieranti». L'invito a fare attenzione proviene direttamente dall'Associazione italiana chiropratici che, nel primo incontro ufficiale con il pubblico, a Milano, ha sollevato il problema della mancanza di un iter scolastico e legislativo capace di regolamentare la professione e di riconoscere validità al lavoro dei veri sanitari. «Quello di chiropratico è un titolo al quale si accede per via universitaria - ricorda Ignaas Meerseeman, che nell'incontro ha parlato proprio del percorso di studi -. Esistono facoltà di chiropratica negli Stati Uniti, dove questa attività è nata, con Daniel Palmer, nel 1895, ma anche in Australia, Giappone, Brasile, Sud Africa e Francia. In Europa, Italia e Spagna rimangono i fanalini di coda: in questi Paesi, non ci sono scuole specifiche. Chi vuole formarsi, deve farlo all'estero». Il problema della chiropratica italiana, però, non sta solo nella mancanza di facoltà universitarie. Nella nostra penisola, questa attività è comunemente assimilata a quella medica, ma non è regolamentata da norme precise. «Tutto questo crea confusione - spiega l'avvocato milanese Paolo Tosoni - e immette sul mercato una pletora di praticanti, che rubano lavoro e, con prestazioni poco serie, spesso gettano discredito sui chiropratici , professionisti». Da qui la richiesta dell'associazione, d'introdurre uno schema legislativo preciso e un albo nazionale, oppure di creare un ente certificatore, che attesti la professionalità dei propri iscritti.
Nel frattempo, però, il paziente come può riconoscere un vero chiropratico? A chi deve rivolgersi per mettersi in buone mani, cioè avere la garanzia di una prestazione di qualità? Il consiglio degli esperti è quello di rivolgersi all'associazione stessa: nata nel '74 a Genova, dove tutt'ora ha sede, raccoglie 166 professionisti, su circa 300 chiropratici italiani. Al numero verde 800.017.806 è possibile avere i recapiti dei sanitari più comodi da raggiungere e raccogliere informazioni sui college da frequentare per ottenere il titolo. Altre indicazioni sono disponibili sul sito www.associazionechiropratici.it

ALESSANDRA ZANARDI