Corriere della Sera
Medicina Alternativa
Due milioni di italiani in cura dai chiropratici Dal mal di testa alla sciatica:
la loro specialità è manipolare le ossa. «Funziona bene nel
54% dei casi»
ROMA - Il piccolo mondo dei chiropratici bussa alla porta. Piccolo per modo di
dire. Da noi alla tecnica degli «aggiustamenti vertebrali», eseguiti
con pressioni manuali e senza l' uso di farmaci e chirurgia, si affidano dal milione
e mezzo ai due milioni di persone all' anno. Una larga parte dei 5 milioni di
clienti delle terapie non convenzionali, omeopatia in testa. Il principio della
disciplina: restituire al posizione corretta e la capacità di movimento
perduta riequilibrando le strutture corporee e le loro connessioni. Mal di testa,
dolori alla schiena e intercostali, disturbi del collo, spalla, braccia, lombalgia,
sciatica, formicolii, traumi. Sono i sintomi più comuni che possono far
sospettare disfunzioni vertebrali e conducono il paziente nello studio degli specialisti
dello scrocchio, il rumore tipico delle ossa riassestate. Soluzione sconsigliata
invece a chi soffre di osteoporosi e reumatismi. ESCLUSI - La chiropratica resta
fuori dal sistema sanitario pubblico, fatta esclusione per pochi centri convenzionati.
Sembra però che adesso la proposta di legge per lo sdoganamento abbia discrete
possibilità di andare avanti, caldeggiata da alcuni parlamentari di maggioranza
fra cui Antonio Tomassini, presidente della commissione Sanità in Senato.
Gli esclusi aspettano che qualcuno si accorga di loro dal ' 93. E ora sperano
che l' anticamera sia finita. «L' Italia è uno dei pochi Paesi, assieme
a Portogallo, Grecia e Spagna, dove viene considerata una medicina alternativa
», si duole Eddy Pellissier, presidente dell' associazione, l' Aic, nata
nel 1974 per rappresentare i manipolatori doc. TRECENTO DOTTORI - Pellissier è
uno dei pochi dottori italiani in chiropratica, in tutto 30, muniti di laurea,
che lavorano nei nostri studi. Gli altri colleghi, 270 circa, sono tutti stranieri,
perlopiù americani e canadesi e si distribuiscono uniformemente sul territorio.
Questo il problema principale della professione già esercitata dagli antichi
e riscoperta nel 1895 a Davenport, nello Iowa, da Daniel Palmer. Nelle nostre
università non sono previsti corsi di laurea. Chi vuole impegnarsi seriamente
deve studiare all' estero. L' alternativa sono corsi di breve durata che però
non offrono la preparazione necessaria per formare un buon «aggiustatore»
di ossa. ABUSIVI - Secondo l' Aic, circolano centinaia di abusivi. Perlopiù
medici o fisioterapisti che hanno frequentato scuole «per tre o quattro
fine settimana». Capitare sotto le loro mani non è augurabile, a
leggere i dati di un rapporto ufficiale elaborato in Gran Bretagna sull' incidenza
di errori (rottura di vertebre o costole, dissezione di arteria i più gravi,
ma anche paralisi) che si verificano durante la manipolazione. Se ci si rivolge
ai dottori in chiropratica il rischio è uno ogni 8,5 milioni di trattamento.
La percentuale aumenta se le manovre di aggiustamento vengono compiute da «abusivi»,
un caso ogni milione. «Un' incidenza comunque bassa rispetto agli effetti
negativi dei farmaci o della chirurgia, la sicurezza è impossibile in qualsiasi
tecnica», fa notare Pellissier. Delle applicazioni di questa medicina si
parla fino a domani nel convegno mondiale organizzato a Roma. Una rassegna completa.
Dalla neonatologia alla ginecologia, alla neurologia. EFFICACIA - In Italia l'
80% dei pazienti arriva nello studio del chiropratico grazie al passaparola, e
solo dopo aver visto fallire le altre cure cui si è sottoposto. L' altro
20% è inviato ai colleghi da odontoiatri e medici di famiglia. Anche da
noi è stata condotta una ricerca abbastanza ampia sull' efficacia di questa
medicina. E' stato preso un campione di 17 mila pazienti con sintomatologie vertebrali.
Nel 54% dei casi, l' esito è stato molto favorevole con una riduzione del
66 % di assenza dal lavoro e di ricoveri ospedalieri.
De Bac Margherita